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“Mi Chiamo Ousmane”: una storia che racconta chi siamo, oggi

Negli ultimi anni l’Alta Valle del Tevere ha visto emergere trasformazioni profonde: nuovi arrivi, nuove abitudini, nuove culture che convivono e ridisegnano la quotidianità dei nostri paesi. Da qui nasce l’idea di costruire un progetto capace di raccontare questi cambiamenti con un linguaggio il più possibile diretto fatto di storie, immagini e frammenti di quotidianità.

Mi Chiamo è il nuovo format video di TTV.it e Fondazione Progetto Valtiberina dedicato alle persone che arrivano da lontano e scelgono la nostra valle come luogo in cui costruire il proprio futuro. L’obiettivo è quello di far conoscere i mutamenti sociali del territorio attraverso le vite di chi li vive in prima persona: dinamiche quotidiane che, senza fare rumore, ridefiniscono nel tempo le relazioni, gli spazi, le abitudini.

“Mi chiamo Ousmane”: il primo racconto

La prima puntata è dedicata alla vita di Ousmane Diallo, 19 anni, originario della Guinea. È arrivato in Italia nel 2023, ancora minorenne, al termine di un viaggio che, per la sua durezza, potrebbe sembrare la sceneggiatura di un film: la traversata del deserto, la prigionia in Libia, i tentativi di partire su barconi fermati in mare, fino allo sbarco a Lampedusa.

Da lì il trasferimento a Città di Castello, dove è stato accolto dalla Caritas Diocesana attraverso un percorso di accompagnamento mirato. Oggi Ousmane vive all’azienda agricola “Le Cascine” di San Giustino: qui ha saputo trovare un ritmo e una propria stabilità anche grazie all’impegno quotidiano nelle serre. Il suo percorso si è intrecciato fin dall’arrivo con quello delle operatrici e delle volontarie della Caritas che lo hanno accompagnato nei primi mesi di inserimento, aiutandolo a orientarsi tra lavoro, documenti, studio della lingua e varie necessità pratiche.

Il video mostra momenti di questa quotidianità: la vita in campagna, le preghiere al Centro Culturale Islamico di Città di Castello, gli spostamenti a piedi o in autobus, lo studio dell’italiano e le piccole relazioni che, un giorno dopo l’altro, diventano parte della sua integrazione.

C’è però un altro elemento che colpisce: la determinazione. Oggi, Ousmane ha trovato un lavoro come operaio in un’azienda del territorio e sta risparmiando per potersi permettere un affitto e una casa propria. È educato, rispettoso, benvoluto da chi lo incontra. Sta costruendo, con tenacia, la propria autonomia. Non cerca scorciatoie. Vuole stare qui, lavorare qui, crescere qui.

Perché raccontare questa storia?

Perché una comunità che cambia è una comunità che deve conoscersi. E il modo migliore per farlo è ascoltare e osservare. Capire come vivono le persone che arrivano, quali speranze portano, quali fragilità e quali forze. Raccontare queste storie significa dare un nome e un volto a fenomeni che spesso restano astratti, schiacciati tra slogan e pregiudizi.

Prima di pubblicare il video, abbiamo sottoposto ai nostri lettori un breve questionario dedicato al tema delle nuove comunità nell’Alta Valle del Tevere. Non per “misurare” il consenso attorno a un singolo progetto, ma per capire quanto questo argomento interrogasse davvero chi vive qui.

È stato un modo per allargare il campo: prima ancora del racconto, chiedere alla comunità che cosa vede, che cosa pensa, quali domande si pone. Il risultato ci ha confermato che c’è un bisogno diffuso di comprendere meglio la realtà che stiamo vivendo, di leggere questo cambiamento senza semplificazioni.

È anche da questa consapevolezza che nasce Mi Chiamo: un format che vuole restituire una foto autentica del nostro territorio dando spazio alle persone, ai fatti, alle vite quotidiane.

Un lavoro collettivo

Il video di Ousmane è stato possibile grazie alla collaborazione e alla disponibilità di tante persone e realtà che, quotidianamente, lavorano per costruire percorsi di aiuto e integrazione con professionalità e impegno. Realtà che spesso operano lontano dai riflettori, ma senza le quali storie come questa non esisterebbero. A tutte loro va il nostro ringraziamento.

Si ringraziano per la collaborazione:

Caritas Diocesana di Città di Castello
Azienda agricola “Le Cascine” – San Giustino
Centro Culturale Islamico – Città di Castello

Laura Santinelli
Eva Piersimoni
Alberta Marinelli
Luca Colacicchi
Giacomo Barni