Il centro storico di Sansepolcro, tra problematiche e nuove prospettive

Le difficoltà strutturali rilevate da Confcommercio in tutto il Paese e l’inchiesta locale effettuata dal gruppo politico Adesso Riformisti

07 Giugno 2024
Centro storico Sansepolcro

Affermare che i centri storici dei comuni piccoli e medio-piccoli sono, ormai da anni, interessati da un processo di profonda trasformazione può sembrare ovvio. In effetti anche in Valtiberina si parla in maniera ricorrente di ciò, dando per scontato che la situazione di oggi è ben diversa da venti o trent’anni fa. Nel fare questo si ricorre normalmente alle testimonianze di coloro che ricordano ancora oggi quanto, prima dell’inizio del nuovo millennio, i centri del comprensorio valtiberino fossero molto più frequentati da persone e animati da servizi e attività commerciali. Soprattutto per ciò che riguarda Sansepolcro, capita davvero molto spesso di raccogliere considerazioni e pareri che, soffermandosi ad esempio su attività che hanno chiuso i battenti, sembrano avvalorare incondizionatamente tale constatazione. Anche da un punto di vista politico e amministrativo la sfida di arrestare questo processo di spopolamento e “desertificazione” occupa sistematicamente un posto in tutti i programmi elettorali. La facilità con cui si individua questo problema cozza però con le difficoltà che si incontrano nel reperire dei dati dettagliati che possano fotografare accuratamente il fenomeno, in maniera tale che poi da tale base si possa procedere all’elaborazione delle possibili soluzioni; in altre parole è come se la “malattia” dei centri storici sia individuata e riconosciuta soltanto in seguito a sintomi che, per quanto inequivocabili, non consento ancora di effettuare una diagnosi precisa e con valori oggettivi.

Per individuare una “cura” sarebbe, infatti, importante partire proprio da indagini e dati accurati che possano mettere in relazione l’aspetto quantitativo relativo alla demografia, alle attività commerciali ed economiche, con quello qualitativo che sappia definire l’effettivo stato di salute del “paziente”, le sue risorse e la sua effettiva capacità di reazione. E, come scritto sopra, tale quadro conoscitivo è alquanto difficile da elaborare.

Oltre a ciò, per comprendere il mutamento che sta interessando i centri di una determinata area geografica, non si potrà prescindere dal mettere a fuoco un contesto più ampio di trasformazione come quello nazionale in cui la stessa è inserita. Per fare questo si può, ad esempio, attingere ad uno studio della Confcommercio che fornisce un’idea piuttosto concreta di quello che sta avvenendo nei centri storici di tutta Italia: dai dati raccolti in 120 comuni medio-grandi si nota subito che nel periodo che va dal 2012 al 2023 si contano molte attività economiche che hanno vissuto una netta flessione, a fronte di poche altre, legate soprattutto alla ricezione, che invece hanno fatto registrare una crescita impetuosa.

Un dato simile si legge anche concentrandosi sul prospetto delle categorie merceologiche, dal quale emerge che a sottrarsi al trend negativo sono sopratutto quelle attività che lavorano prevalentemente con un differente target di persone, o che perlomeno offrono articoli o servizi che tuttora esulano da quelli che sono più comodi da reperire altrove, come ad esempio sul web, o nelle aree periferiche dove si concentra la grande distribuzione.

Dati pubblicati nel report “Demografia d’Impresa nelle città italiane 2024” (a loro volta raccolti dal Centro Studi Tagliacarne).
Dati pubblicati nel report “Demografia d’Impresa nelle città italiane 2024” (a loro volta raccolti
dal Centro Studi Tagliacarne).

Già di primo acchito ciò che sta avvenendo nel contesto di riferimento nazionale sembra inquadrare molto bene il processo che stanno vivendo anche i centri dell’Alta Vale del Tevere, alcuni dei quali potrebbero effettivamente essere sottoposti a un reale rischio di spopolamento e desertificazione.

Così come avviene per molti comuni medio-piccoli, per Sansepolcro non si dispone di dati che possano ricostruire l’entità e le specificità di questo processo. Tuttavia, è innegabile che la decrescita della popolazione (il 2023 si è concluso con 15.227 abitanti, ovvero con il valore più basso degli ultimi 50 anni), la ridefinizione dell’offerta commerciale (sempre più polarizzata dalla grande distribuzione o trasferita on-line) stiano contribuendo a generare, assieme al persistere di alcuni strascichi legati al covid-19, non poche difficoltà.

Secondo l’indagine di Confcommercio, a livello nazionale l’unico elemento che per ora può attenuare la crisi dei centri storici è il turismo: ciò appare piuttosto evidente osservando la netta crescita dell’offerta di alloggi e dei servizi di ristorazione, ovvero di quelle attività che solitamente sono alimentate da un bacino di utenza prevalentemente esogeno. Nel caso di Sansepolcro l’entità delle ricadute associabili al turismo sembrano però essere ancora ridotte, se si considera che su base annua negli ultimi lustri il valore delle presenze si è quasi sempre collocato su valori a cavallo delle 60.000 unità.

Al fine di comprendere meglio la situazione di Sansepolcro può essere sensato integrare il quadro – ancora parziale – di dati proposti, con l’indagine sul centro storico che è stata recentemente effettuata dal gruppo politico di Adesso Riformisti: attraverso la modalità dell’inchiesta sono infatti stati interpellati, tramite questionario, 41 commercianti del centro storico e dell’area immediatamente prossima a questo, ai quali è stato chiesto di valutare alcune problematiche indicando anche le relative possibili soluzioni. Il lavoro si è dunque in primo luogo concentrato su una componente molto significativa della comunità locale e sulla sua relativa percezione delle criticità. Nel complesso è emerso che i problemi maggiormente avvertiti, sopratutto nel rione di Porta Romana, sono quelli relativi alla promozione, alla comunicazione, all’organizzazione di eventi e al decoro; problematiche che se considerate in maniera congiunta vanno a delineare un assunto abbastanza esplicito, ovvero quello che il futuro di Sansepolcro dovrebbe essere maggiormente affidato ad uno sviluppo del turismo.

I risultati dell’inchiesta effettuata da Adesso Riformisti Sansepolcro (slide presentata all’iniziativa pubblica del 29 maggio 2024).
I risultati dell’inchiesta effettuata da Adesso Riformisti Sansepolcro (slide presentata all’iniziativa
pubblica del 29 maggio 2024).

In conseguenza di ciò le soluzioni più quotate sono state quelle che contemplano una maggiore organizzazione di eventi straordinari, un crescente investimento sulla promozione e sul marketing, sul decoro e sull’ideazione e lo sviluppo di un’identità culturale che talvolta, nonostante il ricco patrimonio artistico e culturale, sembra mancare. Nel complesso è proprio su quest’ultimo aspetto che secondo i commercianti dovrebbe concentrarsi lo sforzo maggiore, dato che prima di iniziare ed investire su una qualsiasi opera di comunicazione bisognerebbe capire qual è l’immagine che la città vorrebbe veicolare di sé. Da quanto messo in evidenza si tornerebbe, dunque, ad un aspetto cruciale che, prima di tradursi in un’effettiva strategia, necessita di un lavoro che dovrà essere effettuato sul piano teorico e culturale attraverso la collaborazione di tutti quegli attori (commercianti, associazioni, amministrazione, ecc.) che localmente potrebbero contribuire ad invertire le tendenze sopra descritte. Si dovrà dunque seguire un percorso improntato su quei processi di condivisione e coordinamento che peraltro erano già stati individuati e considerati cruciali all’interno del Piano Integrato Culturale che il Comune di Sansepolcro aveva provveduto ad elaborare nel 2019 con il supporto della Regione e dell’ANCI.

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Le difficoltà strutturali rilevate da Confcommercio in tutto il Paese e l’inchiesta locale effettuata dal gruppo politico Adesso Riformisti